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Il progetto
A 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, il Ravenna Festival gli dedica la XXXVII edizione, scegliendo come titolo il verso di Dante “Nacque al mondo un sole” (Paradiso, XI, 50). L’omaggio al patrono d'Italia attraversa tutta la programmazione, dal 21 maggio all’11 luglio, con oltre cento alzate di sipario e più di mille artisti coinvolti.
Ad aprire il festival, il 21 maggio a Palazzo Mauro De Andrè, il concerto di Anne-Sophie Mutter con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko. Il tema francescano è centrale nel “Nobilissima visione” di Paul Hindemith diretto, il 7 giugno, da Riccardo Muti, che dialogherà in seguito con il filosofo Massimo Cacciari sull'influenza di Francesco su Dante e Giotto. Muti sarà protagonista anche il 1° e 2 giugno con la seconda edizione di “Cantare amantis est”, due giorni di lezioni e prove aperti a coristi da tutta Italia.
Il programma abbraccia generi e linguaggi diversi. Alla Rocca Brancaleone – storica sede del primo concerto del Festival nel 1990, di recente restaurata – si alterneranno il jazz con Stefano Bollani e Pat Metheny, la musica e il cinema con “Fantasia in concert live to film”, e il suono potente di The Philharmonic Brass, ensemble composto da ottoni dei Berliner e dei Wiener Philharmoniker.
Info, biglietti e agevolazioni su www.ravennafestival.org.
Le edizioni passate
"Donde hay música no puede haber cosa mala”: dove c’è musica non può esserci nulla di male. La celebre frase tratta dal Don Chisciotte di Cervantes ispirava la 36ª edizione del Ravenna Festival dal 31 maggio fino al 13 luglio, con oltre cento alzate di sipario e più di mille artisti coinvolti. Un invito a credere nella forza civile, spirituale e creativa della musica e delle arti performative, capaci di tenere aperto il dialogo anche nei tempi più difficili.
"E fu sera e fu mattina": scegliendo per titolo le parole che nella Genesi marcano il succedersi dei giorni della Creazione, la XXXV edizione di Ravenna Festival ha riflettuto sugli effetti del cambiamento climatico sul nostro pianeta, adottando nuove pratiche ecosostenibili per lo spettacolo dal vivo, ma anche sul valore della creatività come risorsa per comunità inclusive e multiculturali.
Il centenario della nascita dello scrittore Italo Calvino e Le città invisibili devono aver offerto alla XXXIV edizione di Ravenna Festival - cui è stata dedicata questa edizione - il pretesto per riflettere sulla duplice natura dell’organismo “città”: emblema della comunità umana e immagine della sua crisi, dove l’individuo sbiadisce nella massa e il progresso raggiunge il suo apice consumistico e globalizzante.
Dal 1° giugno al 21 luglio, le parole con cui Pasolini descrisse il folgorante incontro con le Sonate per violino di Bach hanno disegnato un fil rouge non solo musicale che ha coinvolto artisti come Giuseppe Gibboni, Accademia Bizantina, Elio Germano.
È stata una dedica d’amore quella della XXXII edizione di Ravenna Festival, che ha tratto ispirazione dal VII centenario della morte di Dante: per due mesi, dal 2 giugno al 31 luglio, e con la programmazione autunnale, “Dedicato a Dante”, ha proposto oltre 120 spettacoli, pianeti e satelliti che hanno ruotato attorno al sole centrale del Poeta e del suo capolavoro ma hanno seguito anche altre e più eccentriche orbite.
Dalla parte della comunità
Essere soci Coop significa contribuire a un impegno condiviso: sostenere progetti e iniziative sociali, culturali e ambientali che la Cooperativa promuove ogni giorno sul territorio. Un valore che nasce dalla cooperazione e si traduce in benefici concreti per la comunità.