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Il supporto a questa iniziativa fa parte del nostro impegno per la comunità
Il progetto
Ci sono presenze che non si vedono, ma continuano ad accompagnarci. Sono tracce, ricordi, possibilità. Sono i “fantasmi del quotidiano”, tema della XXI edizione di Fotografia Europea, che dal 30 aprile al 14 giugno 2026 torna a Reggio Emilia per raccontare il nostro tempo attraverso lo sguardo della fotografia.
Un invito a fermarsi e osservare ciò che spesso resta invisibile: le storie non dette, le emozioni sospese, le immagini che abitano la memoria e continuano a dare forma al presente.
Un festival diffuso tra luoghi e visioni
Il cuore del festival si snoda tra i principali spazi della città, dai Chiostri di San Pietro a Palazzo da Mosto, fino a Palazzo dei Musei e altri luoghi coinvolti.
Qui prende forma un percorso che intreccia sguardi e linguaggi diversi, con mostre che affrontano temi profondamente contemporanei.
Ai Chiostri di San Pietro, ad esempio, il lavoro di Felipe Romero Beltrán racconta le migrazioni lungo il Rio Bravo, trasformando il confine in uno spazio sospeso tra attesa e identità. Accanto a questo, Mohamed Hassan esplora il rapporto tra memoria familiare e salute mentale in un progetto intimo e potente, mentre Salvatore Vitale indaga il mondo del lavoro digitale e della gig economy, tra algoritmi e nuove forme di precarietà.
Sempre ai Chiostri, lo sguardo si fa più poetico con Ola Rindal, che trasforma crepe, macchie e imperfezioni in immagini astratte, e con Giulia Vanelli, che riflette sul tempo e sulla memoria attraverso il movimento e i ricordi.
Tra identità, tecnologia e nuove percezioni
A Palazzo da Mosto, la mostra collettiva Ghostland porta al centro il rapporto tra realtà e mondo digitale: qui la fotografia dialoga con gli schermi, mostrando come la nostra percezione sia sempre più mediata dalla tecnologia.
Tra i progetti in mostra, quello di Alisa Martynova costruisce paesaggi onirici tra archivio e intelligenza artificiale, mentre Mykola Ridnyi riflette sulla rappresentazione della guerra e su ciò che resta fuori campo, nei “punti ciechi” della visione.
Un viaggio nella storia della fotografia
A Palazzo Scaruffi, invece, la grande mostra 200x200. Due secoli di fotografia e società accompagna il pubblico in un viaggio che attraversa duecento anni di immagini: dai pionieri della fotografia fino alla contemporaneità.
Un percorso che mostra come la fotografia non abbia solo raccontato il mondo, ma lo abbia anche trasformato, contribuendo a costruire il nostro immaginario collettivo.
La città diventa una mostra diffusa
Accanto al programma ufficiale, torna il Circuito OFF, che porta la fotografia fuori dagli spazi tradizionali e dentro la vita quotidiana: negozi, cortili, studi e luoghi della città si trasformano in tappe di un racconto condiviso.
Un modo per rendere il festival ancora più aperto e partecipato, coinvolgendo artisti, appassionati e comunità locali.
È disponibile un biglietto unico che consente l'accesso a tutte le mostre del Festival, valido per un ingresso per sede, con possibilità di visitare le diverse sedi in giorni differenti. I biglietti sono acquistabili presso i chiostri di San Pietro, in via Emilia San Pietro 44/c, oppure tramite la biglietteria online sul sito fotografiaeuropea.it. Biglietto intero: 20 euro. Ridotto per i soci Coop.
Ph.credits: Frédéric D. Oberland
Le edizioni passate
Il tema della XX edizione di Fotografia Europea era “Avere vent’anni”: età di soglie, scelte e possibilità, il tema rifletteva su cosa significhi oggi diventare adulti, tra sogni e precarietà, connessi al mondo ma spesso soli, portando sulle spalle aspettative personali e collettive.
“La natura ama nascondersi”, dal pensiero del filosofo Eraclito, è stato il titolo dell’edizione 2024, che si proponeva di esplorare le interconnessioni fra occultamento e scoperta, evocando anche le azioni positive o di trasformazione che gli esseri umani possono intraprendere alla ricerca dell’essenziale delle cose.
Lo sguardo di questa edizione di Fotografia Europea era diretto verso la complessità dell’attualità, dove le radici della nostra identità individuale e sociale vengono messe costantemente in discussione.
L’appuntamento per la XVII edizione è stato dal 29 aprile al 12 giugno in tanti luoghi cittadini e quest’anno si è ispirato a una celebre frase di Albert Camus: “Imparavo finalmente, nel cuore dell’inverno, che c’era in me un’invincibile estate”.
Dopo un anno di stop a causa della pandemia, dal 21 maggio al 4 luglio 2021 il Festival è tornato a Reggio Emilia con una rinnovata direzione artistica, in cui Diane Dufour - direttrice fino al 2007 di Magnum Photos, fondatrice dello spazio espositivo Le Bal (Parigi) e collaboratrice di Fotografia Europea dal 2015 al 2017- e Tim Clark - docente, fondatore e capo redattore del magazine online di fotografia 1000 Words - hanno affiancato Walter Guadagnini, ed è stato sostenuto da Coop Alleanza 3.0.
Il festival, ormai giunto alla sua XIV edizione, è stato ospitato dal 12 aprile fino al 9 giugno a Reggio Emilia: tra le iniziative di maggior interesse le esposizioni antologiche di Horst P. Horst e di Larry Fink, un focus sulla fotografia giapponese e le personali dei maestri italiani come Vincenzo Castella, Francesco Jodice, Giovanni Chiaramonte.
Dalla parte della comunità
Essere soci Coop significa contribuire a un impegno condiviso: sostenere progetti e iniziative sociali, culturali e ambientali che la Cooperativa promuove ogni giorno sul territorio. Un valore che nasce dalla cooperazione e si traduce in benefici concreti per la comunità.