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Prodotto Consumo Consigli 17 dicembre 2018

Come comporre una cesta di Natale personalizzata

Non c’è regalo più speciale di una cesta di prelibatezze ed eccellenze locali, scelte una a una, secondo i gusti di chi la riceverà

Regalo utile o dono simbolico? Tra le tante idee regalo, la cesta di Natale è una di quelle che mettono d’accordo tutti. È una scorta sostanziosa per la dispensa, e allo stesso tempo un omaggio simbolico di prelibatezze e specialità, come quelle selezionate tra le eccellenze locali da Territori.coop, regione per regione.

Ideale per amici e parenti, la cesta di Natale è il regalo giusto anche per le situazioni più formali, e, soprattutto se si conoscono bene i gusti di chi la riceverà, si può anche provare a comporne una personalizzata. Basta procurarsi una capiente cesta di vimini e andare a fare la spesa.

Una bella bottiglia

Con lo spumante, il vino delle feste per eccellenza, si va sul sicuro: fa sempre comodo averne uno in più da stappare, con il capodanno in vista. Tuttavia, se il destinatario è un appassionato di vini, si può anche pensare a una buona bottiglia di vino da tavola. Sapere quali sono le cantine preferite di chi riceverà la cesta, e magari l’annata giusta senza tirare a indovinare, potrebbe aiutare. Niente panico, però: con un vino della linea Fior fiore si casca sempre bene. E, nell’imbarazzo della scelta, la soluzione potrebbe essere anche un buon vino da dessert, da bere con il panettone.

A chi preferisce la birra, invece, perché non regalare una buona birra artigianale? Da diversi anni, ormai, tantissimi birrifici si sono specializzati nella produzione di birre pregiate, che non hanno proprio niente da invidiare a un buon prosecco.

Panettone o pandoro? O gubana?

Se c’è una cosa che nella cesta non può mancare, è il dolce di Natale: il panettone. Il classico è quello con i canditi, ma anche tra i prodotti artigianali si trova facilmente quello senza canditi, e diverse altre varianti: come quella alle mandorle, al cioccolato, con la glassa. E, per chi non ama uvetta e canditi, per fortuna esiste anche il pandoro!

La tradizione italiana, poi, è ricca di dolci natalizi che, tra una bottiglia di spumante e un sacchetto di lenticchie, non sfigurano affatto. Alcuni hanno una storia legata ai sapori del territorio, altri sono arrivati da lontano via mare. Aggiungere anche il dolce tipico del proprio territorio renderà la cesta personalizzata davvero speciale.

I dolci non sono mai abbastanza

Torroni e croccanti, cantucci, amaretti, baci di dama e biscotteria assortita sono tra i dolci che fa piacere tenere nella dispensa, da sgranocchiare poco a poco anche dopo l’epifania. Per aggiungere quel tocco di dolcezza in più alla cesta di Natale, però, c’è solo una cosa da fare: biscotti fatti in casa.

Passando alla cioccolata, gianduiotti o praline, cremini o tartufi, al liquore o al caffè, vanno bene tutti. Per la cesta di Natale equosolidale c’è la cioccolata Solidal Coop, che è buona e sostiene le cooperative, le piccole comunità di produttori e i lavoratori del Sud del mondo. Nella cesta all’ultima moda, invece, nel 2018 deve esserci almeno una barretta di cioccolato rosa.

Un pranzo completo

Il valore simbolico della cesta gastronomica è quello di donare tutto l’occorrente per un pranzo di Natale completo. Per questo, oltre al vino, al panettone e agli altri dolci, dovrebbe esserci qualcosa da servire come antipasto, e qualcosa che vada bene per il primo e per il secondo.

Un formaggio, un salamino o una delle tante conserve del territorio sono ottimi come antipasti, così come un vasetto di confettura, o un miele particolare da abbinare al formaggio. Per il primo, una confezione di pasta fresca e un sughetto speciale, mentre per il secondo solitamente la scelta ricade su lenticchie e cotechino (che se non si mangiano a Natale, sono già lì per capodanno). Ma le possibilità sono infinite. Può essere d’aiuto dare un’occhiata alle specialità del Nord, del Centro e del Sud Italia nelle ceste di Natale di Territori.coop.

Olio, aceto e altri doni

Per fare le cose per bene, ci sarebbero anche i condimenti: una bottiglia d’olio extra-vergine igp o una boccetta di aceto balsamico invecchiato di sicuro sono doni ben accetti. Agli amanti della cucina orientale farà piacere trovare nella cesta una selezione di spezie, o magari un tè indiano, mentre i più tradizionalisti saranno felici con un pacco di caffè, meglio se equosolidale.

Infine, un bel regalo

Cosa resterà della cesta così composta, dopo le feste? Molti dei prodotti saranno anche a lunga conservazione, ma prima o poi finiranno. Un piccolo regalino che resti come ricordo può essere un bel gesto. È sufficiente un oggetto simbolico: una coppia di calici per il vino, un coltello da formaggio, o qualcosa di prettamente natalizio, come una corona dell’avvento fatta con le nostre mani.