Tutti connessi, non è più la stessa scuola

Studenti, insegnanti e famiglie raccontano cosa è cambiato e cosa resterà di due anni di scuola vissuti in gran parte online

SapereCoop Scuola Consumatori 08 luglio 2021

Le tecnologie digitali in questa fase post-pandemica hanno assunto un ruolo centrale nel quotidiano e sono diventate la nostra intermediazione nella relazione con le persone. Ognuno di noi per lavorare, studiare, informarsi o trascorrere il tempo libero ha dovuto fare i conti con dispositivi, smarthphone, tablet e computer. Ma questo mondo ha le proprie regole e le proprie dinamiche comunicative e relazionali. Come cambia la relazione fra persone e dispositivi elettronici? Lo abbiamo chiesto a educatori e insegnanti che hanno affrontato questi due anni anomali, portando avanti la relazione con alunni e famiglie.

Durante il lockdown, Coop ha continuato a offrire spunti di riflessione, attraverso i percorsi gratuiti SapereCoop per le scuole e materiali online per insegnanti e studenti. Nell’ultimo anno circa 12mila docenti hanno seguito webinar proposti dal sito “Coop per la scuola” sul tema della didattica digitale, e 120 classi di bambini e ragazzi hanno partecipato – all’interno dell’attività Saperecoop di Coop Alleanza 3.0 – all’animazione “Crescere consumatori digitali” per classi quarte e quinte della scuola primaria e per il triennio della secondaria di primo grado.

Luisella Michieli, animatrice Coop che da anni si occupa di attività con le scuole, ci spiega come è cambiato l’approccio al digitale delle migliaia di ragazzi coinvolti. «Per orientarsi nel mondo globale e sfruttare a pieno le opportunità – premette –, i ragazzi oggi devono possedere competenze tecnologiche, ma anche etiche e relazionali in grado di assicurare loro un ruolo attivo nella rete, come consumatori e come cittadini. Il tema nella programmazione pre-Covid prevedeva percorsi con esperti esterni, come la polizia postale, soprattutto focalizzati sui pericoli della rete. Nelle nostre animazioni coinvolgiamo i ragazzi cercando di sottolineare gli aspetti e gli atteggiamenti positivi e valoriali, evidenziando come la rete e internet siano luoghi di opportunità se utilizzati con consapevolezza».

La parola agli insegnanti

La pandemia ha messo sullo stesso piano studenti, genitori e insegnanti. Questi ultimi, per la prima volta, hanno potuto osservare tempi e modi di utilizzo della rete da parte dei ragazzi, e hanno attivato momenti di confronto e di comunicazione attiva a scuola e in famiglia.
Michela De Cata, insegnante della scuola primaria Marconi di Castenaso (Bo), ha utilizzato i percorsi Coop all’interno della sua programmazione di educazione alla cittadinanza. «In questi due anni – racconta – è stato più difficile coinvolgere alunni e famiglie, anche perché i bambini erano abituati a una didattica laboratoriale e a lavori di gruppo che in Dad sono stati di difficile attuazione. Nonostante ciò, abbiamo cercato di lavorare in modo attivo e propositivo, approfondendo il tema dell’educazione digitale anche grazie al prezioso contributo di Coop. L’anno prossimo affronteremo informatica e cyberbullismo».

L’esperienza di un altro docente che ha scelto questo percorso, Luca Mele dell’I.C. Musti – Dimiccoli di Barletta, è che «dopo un fisiologico periodo di assestamento, sono andati a regime il coinvolgimento e la qualità dell’azione didattica. L’approccio digitale ha evidenziato limiti e potenzialità di una tecnologia in grado di portare la didattica in ogni dove, facendola vivere anche ai familiari degli alunni. La principale difficoltà è stata la non standardizzazione dei device, che ha evidenziato le differenze economiche tra le famiglie, impedendo di poter innovare a pieno».

Welfare digitale: il ruolo dei genitori

Dal progetto Welfare di educazione digitale per genitori, che da marzo 2021 ha coinvolto i dipendenti di Coop Alleanza 3.0, ecco alcuni consigli per accompagnare i propri figli nella scoperta del mondo digitale, con un atteggiamento positivo.

I genitori sono modelli per il loro comportamento sul web e sui social; importante è non denigrare le esperienze digitali dei ragazzi, ma fare domande, cercare di capire, lasciando aperto un canale di comunicazione; trovare attività da fare insieme per condividere i propri vissuti sui dispositivi, cominciare a piccoli passi per gradi, leggere commenti insieme, analizzare fake news, discutere sulle immagini giuste da condividere; imparare a vivere in equilibrio e ad affrontare i momenti di noia, magari monitorando con le app i tempi in cui si sta connessi per esserne consapevoli; imparare insieme a costruire contenuti digitali per condividere le proprie passioni in modo sano e positivo.


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