Giornata della memoria: i consigli dei librai

Una proposta di letture, audiolibri e podcast in collaborazione con Librerie.coop.

Cultura Valori Eventi 20 gennaio 2021

Shoah è una parola ebraica che significa “tempesta devastante”: quella che si presentò il 27 gennaio del 1945 all'Armata Rossa quando aprì il cancello di Auschwitz per liberarla dai tedeschi, perché oltre la scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), apparve l’inferno e lo sterminio.

Dal 2000, in Italia ogni 27 gennaio si svolge la “Giornata della memoria”, per riconoscere e commemorare l’olocausto in una presa di coscienza collettiva di quello che è accaduto e mai dovrà ripetersi. Attraverso la scrittura, spesso siamo riusciti a spiegare, raccontare, testimoniare ed esprimere ciò che altrimenti non avrebbe parola, a dare voce con forza e talvolta tenerezza alle storie di persone che hanno attraversato l’orrore.

In tutte le Librerie.coop trovate delle proposte di lettura da scegliere tra i grandi classici della letteratura e romanzi che ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha letto interamente o a brani. Tra i consigli dei librai ecco qualche lettura imperdibile per i grandi e i più piccoli e per ogni tipo di lettore.

Se siete divoratori di classici o se conoscete meglio dei librai.coop le novità in pedana, se il giallo è il vostro genere letterario per eccellenza o se non avete mai smesso di leggere e regalare i libri per ragazzi… per ognuno di voi c’è un libro dedicato alla Giornata della Memoria da scoprire nelle Librerie.coop.


Consigli di lettura dei librai di Librerie.Coop

Il solo modo per dirsi addio di Simon Stranger, Einaudi 
Una novità firmata Einaudi arriva sugli scaffali il giorno prima della Giornata della Memoria, per raccontare la storia di un timido figlio di un calzolaio che si trasforma in un carnefice nazista. In una strada di Trondheim, Simon Stranger racconta al figlio che secondo la tradizione ebraica una persona muore due volte: prima quando il suo cuore smette di battere, poi quando il suo nome viene letto, pensato o detto per l'ultima volta. Davanti a loro c'è la pietra d'inciampo di Hirsch Komissar, il trisnonno del ragazzo che nel 1942 fu deportato e assassinato dai nazisti. Per un curioso scherzo del destino la loro casa è la stessa in cui agiva l’assassino di Hirsch Komissar, uno dei più vili traditori della Norvegia: Henry Oliver Rinnan, un collaboratore della Gestapo. Un romanzo toccante per non dimenticare i nomi di coloro che sono stati persi e sulla necessità di elaborarne la mancanza.

La scomparsa di Josef Mengele di Olivier Guez, Neri Pozza.
Cosa è successo dalla scomparsa di Josef Mengele e la sua morte nel 1979? Lo scrittore francese Olivier Guez, giornalista, autore di reportage e saggi storico-politici, conferma il suo talento di scrittore con questo romanzo con qualche sfumatura di giallo. L’obiettivo è ricostruire come “l’angelo della morte” sia riuscito a sfuggire alla cattura nel 1949, vivendo in Argentina come un semplice rappresentante di un’azienda. Josef Mengele è stato uno tra i pochi nazisti che ha goduto di un’assoluta impunità, almeno fino a quando non fu rapito Eichmann. Da questo momento in poi il suo nome ricorrerà sempre più spesso sui giornali, iniziando un percorso di clandestinità che lo conduce a una solitudine rigorosa e severa. L’uomo nelle cui mani era il destino di migliaia di persone e che ha disposto di bambini come cavie per scoprire i segreti della gemellarità e di una razza superiore era solo un uomo comune che ha saputo essere il simbolo di una “mediocrità del male”, perpetrata con leggerezza ed egoismo.

Il tatuatore di Auschwitz di Heather Morris, Garzanti
“Non esiste luogo in cui l’amore non possa vincere”si legge sulla copertina di questo romanzo che racconta la storia di Lale, un giovane ebreo che ad Auschwitz è costretto a tatuare i numeri sulla pelle di tutti gli altri prigionieri. Lavora a testa bassa per non incrociare il suo stesso dolore negli occhi degli altri, fino a quando non incontra quelli di Gita, con cui vivrà piccoli momenti rubati a una quotidianità dolorosa in cui si può trovare il coraggio di credere nell’amore e di lottare contro la malvagità.

Otto ‒ Autobiografia di un orsacchiotto di Tomi Ungerer, Mondadori
Ungerer è uno dei più grandi autori e illustratori conosciuti al mondo: vincitore del Premio Andersen nel 1998 come miglior illustratore e nel 2002 come miglior scrittore. Questo romanzo, pubblicato in Germania nel 1999 arriva in Italia solo qualche anno dopo diventando una lettura imprescindibile per raccontare la guerra e l’Olocausto a bambini di tutte le età. Otto, un orsacchiotto ci racconta l’amicizia tra due bambini tedeschi inseparabili, David e Oskar. David è ebreo e viene deportato in un campo di concentramento, ma prima di andare via, lascia Otto al suo amico. Con lui vivrà i bombardamenti e rimasto anche senza Oskar verrà trovato da un soldato americano che, al termine della guerra, lo porterà dalla sua famiglia. Solo dopo molti anni Oskar lo ritroverà nel negozio di un rigattiere e insieme ritroveranno l’amico David di cui avevano perso le tracce molti anni prima. Una storia toccante e dolorosa che, senza parlare di campi di concentramento, riesce a raccontare il dolore vissuto in quegli anni.

Il Giorno della Memoria raccontato ai miei nipoti di Lia Levi, Piemme
Lia Levi è una delle più grandi scrittrici italiane ad essersi occupata del tema della Shoah. Il suo nome è infatti conosciuto da tutti per i numerosi libri per adulti e bambini che raccontano storie di ebrei. In questo libro composto da domande, curiosità e riflessioni, Lia Levi racconta in particolare il significato della Giornata della memoria, e lo fa ripercorrendo la sua infanzia segnata dalle leggi razziali e dall'occupazione nazista, ma anche parlando direttamente ai suoi nipoti e a tutti i ragazzi che ha conosciuto nelle scuole italiane. Un libro delicato e coraggioso che tutti i ragazzi e le loro famiglie dovrebbero leggere.

L'isola in via degli uccelli di Uri Orlev, Salani
Uno dei romanzi più conosciuti di Uri Orlev tra più di trenta volumi, ispirati da esperienze personali o autobiografiche legate alla repressione nazista del popolo ebraico: i suoi libri sono stati tradotti in 38 lingue e nel 1996 ha ricevuto anche il premio Andersen. In questo libro il protagonista è un bambino ebreo polacco di undici anni, Alex, la cui madre è misteriosamente scomparsa dal ghetto, mentre il padre è stato prelevato dalle SS (proprio come avvenne all’autore) e fatto partire per una destinazione ignota. Rimasto solo, si rifugia in un edificio diroccato, al numero 78 di via degli Uccelli, nascondendosi in cantina e aspettando il ritorno del padre in compagnia di un piccolo topolino addomesticato, Neve, che gli fa compagnia nella giacca. Le sue giornate trascorrono in giro per questo palazzo con l’orecchio teso a ogni più piccolo rumore: trascorre così 5 mesi cercando di sopravvivere e ritrovando alla fine il padre, scampato alla deportazione e unitosi alla resistenza. Una lettura perfetta per i più giovani e doverosa per i più grandi.

Sindrome 1933 di Siegmund Ginzberg, Feltrinelli
Un contratto di governo tra due partiti che si erano insultati sino al giorno prima, mediato da uno che si credeva più furbo degli altri. La sinistra che litigava sulla chiusura o meno dei negozi alla vigilia di Natale. Un decreto immigrazione che bloccava ogni ulteriore arrivo di immigrati, perlopiù ebrei. L’odio verso i nuovi cittadini combinato con l’odio per le elite. Così si presentava la Germania nel 1933, l’anno dell’ascesa al potere di Hitler. Il nostro mondo è molto diverso da quello di allora, ma Siegmud Ginzberg - in un libro pubblicato da Feltrinelli con il titolo “Sindrome 1933” – ci fa pericolosamente notare che molti atteggiamenti ed elementi della società di oggi e di allora si assomigliano umori. Ginzberg spiega così la genesi del suo prezioso libro: “Leggo la stampa, vedo i telegiornali, faccio talvolta zapping nei talk-show, ascolto quel che dice la gente al bar o sull’autobus, e ho l’impressione di aver già letto, già visto, già ascoltato. Ma in tutt’altra epoca e altro luogo”. Appunto. Nel 1933 a Berlino.

Le 999 donne di Auschwitz di Heather Dine Macadam, Newton Compton Editori
Rochelle G. Saidel, fondatrice e direttrice del Remember the Women Institute dice dell’autrice: «Heather Dune Macadam colloca la prima deportazione ufficiale per Auschwitz in un ruolo di primo piano nello studio dell’Olocausto. A queste donne viene così ridata la dignità individuale, nel racconto dell’orrore della vita quotidiana del campo di concentramento.» Da un’autrice di fama internazionale, ecco l’incredibile racconto della prima deportazione ad Auschwitz e delle donne che ne furono vittime. Il 25 marzo del 1942, circa un migliaio di donne ebree nubili lasciarono Poprad, in Slovacchia, per salire a bordo di un treno. Ignare di ciò che stava per accadere loro, piene di speranza e orgoglio patriottico, indossarono i vestiti migliori, entusiaste all’idea di aiutare il proprio Paese lavorando in fabbrica, come era stato loro annunciato. Invece vennero condotte ad Auschwitz. Lo straordinario lavoro di ricerca di Heather Dune Macadam racconta la Shoah attraverso interviste alle sopravvissute, testimonianze storiche e approfondimenti di chi ha studiato la vicenda La memoria rende liberi.

La vita interrotta di una bambina nella Shoah di Liliana Segre ed Enrico Mentana, Rizzoli
"Un conto è guardare e un conto è vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere." Liliana Segre ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. Discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle sue amiche, è costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprirà a lei e al suo papà i cancelli di Auschwitz. Dal lager ritornerà sola, ragazzina orfana tra le macerie di una Milano appena uscita dalla guerra, in un Paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato né di ascoltarla. Perché la memoria rende liberi? Perché "scegliere di raccontare è stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. E con lei il mio essere ebrea". Enrico Mentana raccoglie le sue memorie in un libro crudo e commovente, ma necessario In questo periodo molti lettori sono diventati anche audiolettori, scoprendo il fascino degli audiolibri, disponibili al fianco dei testi cartacei nelle Librerie.coop.


Consigli da audioleggere

Ecco una selezione di libri dedicati alla Memoria da audioleggere insieme:


La memoria nei podcast

Se amate invece ascoltare podcast in macchina, mentre correte al parco, sotto la doccia o mentre cucinate, ecco alcuni spunti per ricordare ascoltando.

"Sopravvivere alla Shoah" è un podcast di Radio 3 realizzato in occasione della Giornata della memoria del 27 gennaio 2020. Potrete ascoltare parole dure che difficilmente vi lasceranno indifferenti: dodici testimonianze di uomini e donne che, "colpevoli" di essere ebrei, hanno vissuto una delle pagine più oscure della storia dell'umanità. Piero Terracina, Giulia Sermoneta Coen, Riccardo Goruppi, Maddalena Werczler, Bruna Sevini, Nedo Fiano, Andra e Tatiana Bucci, Ginette Kolinka, Vera Vigevani Jarach, Liliana Segre, Goti Bauer, Sami Modiano, prima bambini espulsi da scuola alla promulgazione delle leggi razziali del '38, poi internati nei campi di sterminio nazisti o miracolosamente salvati grazie a gesti di solidarietà. 

“Primo Levi, questo è un uomo” è un podcast di La Voce di Focus Storia in cui scopriamo la storia del celebre scrittore e chimico italiano. La sua vita viene ricostruita grazie allo storico Marcello Pezzetti, uno dei massimi studiosi italiani della Shoah edirettore del nascente Museo della Shoah di Roma, l’unico ad aver intervistato tutti i 105 ebrei tornati dai lager. Primo Levi fu anche un partigiano antifascista e venne arrestato il 13 dicembre 1943 dai fascisti in Valle d’Aosta, e mandato in un campo di raccolta a Fossoli e, nel febbraio dell'anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Scampato al lager, tornò in Italia e passo il resto della sua vita a raccontare quello che aveva vissuto anche grazie alle pagine dei suoi libri ormai diventati classici della letteratura mondiale. 

Primo Levi alla radio è una trasmissione articolata in 9 puntate della durata media di 30 minuti, che raccolgono interviste radiofoniche dello scrittore. Primo Levi amava molto la radio, prediligendo gli adattamenti radiofonici delle sue opere a quelli televisivi o cinematografici, perché sentiva una particolare connessione tra la scrittura dei suoi libri a quella per i testi radiofonici realizzati per la Radio torinese dove, a suo dire, passò molti momenti felici. Ospiti prestigiosi commentano la voce di Primo Levi, come Marco Belpoliti o Ernesto Ferrero.  

Raccontando Primo Levi Luca Artioli racconta la vita di Primo Levi in 25 episodi dall’infanzia all’esperienza partigiana, dal lager alla vita parallela di chimico e scrittore: un viaggio poetico che abbraccia l’intera esistenza di uno dei maggiori scrittori italiani del ‘900. 

Continuare a ricordare. La memoria della Shoah con Davide Assael. Le puntate della durata di 45 minuti fanno parte della trasmissione Uomini e profeti di Radio 3, e proprio in questi giorni, sta dedicando delle puntate al tema della Memoria.  
 

Coop Alleanza 3.0 parteciperà alla Giornata della Memoria con tante iniziative sul territorio: letture, performance teatrali, conversazioni sul tema della Shoah e del ricordo. Per saperne di più, seleziona il tuo punto vendita e verifica gli eventi in corso.

 

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