Cultura Eventi Valori 31 luglio 2020

La strage di tutti

In occasione del quarantesimo della bomba alla stazione di Bologna, domani su Rai 1 il documentario di Carlo Lucarelli. Durante le riprese lo abbiamo incontrato per parlare dell’importanza della memoria

Nonostante siano trascorsi quarant'anni, nonostante ci siano state numerosi processi e condanne, la strage di Bologna è ancora densa di misteri. Chi ha ordinato la strage? E perché Bologna? In un documentario in onda il 1° agosto su Rai dal titolo È stata la strage di tutti, Carlo Lucarelli racconta la strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, dove alle ore 10:25, nella sala d'aspetto della seconda classe, una valigia abbandonata con 23 kg di esplosivo scoppia, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio e investendo il treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, in sosta sul primo binario. 85 i morti, oltre 200 i feriti. Non solo bolognesi, ma tanti turisti, passeggeri provenienti da tutta l’Italia e molti stranieri: chi partiva, chi tornava dalle ferie chi stava lavorando, chi aspettava un taxi sul piazzale. Il documentario, pensato e realizzato da Carlo Lucarelli è un viaggio attraverso le testimonianze dei sopravvissuti fino alla ricostruzione delle inchieste che si sono susseguite, ma che hanno lasciato insoluto il mistero dei mandanti.

Abbiamo incontrato Lucarelli in un afoso giorno d’estate, di quelli che Bologna conosce bene e che ricorda anche lo stesso 2 agosto di quarant’anni fa. Alle prese con la registrazione, il narratore emiliano ha risposto a qualche domanda sull’importanza della memoria e sul significato del verbo “coltivare” che associamo al ricordo. Cosa si deve fare per avere un buon raccolto di memoria? Innaffiare e concimare oppure presidiare e vigilare? Tutto – ha risposto seccamente il narratore - perché nessuna pianta sopravvive senza queste quattro cose. Poiché la memoria è molto fragile e si deteriora facilmente, dobbiamo innaffiarla quindi raccontarla, concimarla cioè rifletterci sopra per fare in modo che tutto quello che pensiamo faccia nascere altre cose importanti, presidiarla dagli attacchi (una volta li chiamavamo depistaggi, ora fake news) e infine vigilarla dandosi da fare e partecipare per rimettere tutto sotto attenzione.

Il documentario realizzato con il sostegno di Coop Alleanza 3.0 scritto con Federica Campana e Paola Mordiglia, e prodotto da Ruvido Produzioni, vuole accompagnare lo spettatore attraverso l'emotività dei primi momenti e le complessità delle successive indagini. Il racconto è ricco di materiali di repertorio e l'accuratezza della ricostruzione è garantita dell'Associazione dei familiari delle vittime e da consulenti esperti come Antonella Beccaria. Chi nel 1980 era già abbastanza grande ricorda esattamente dove si trovava e cosa stesse facendo quel sabato, quando la bomba scoppiò. Ma a chi invece non c’era, come ad esempio i nostri figli, abbiamo il dovere di raccontare. Come possiamo uscire dalla retorica della celebrazione ed entrare nel ricordo? Un buon modo di ricordare - spiega Carlo Lucarelli - è quello di raccontare, magari soffermandosi sui dettagli. Perché al di là della celebrazione (e della riflessione) che comunque devono esserci, la narrazione rende viva “quella cosa” e i dettagli aiutano a non dimenticare.


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