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A novembre spendiamoci per la tutela dei diritti delle donne

I dati, il percorso storico, le scelte istituzionali della lotta alla violenza di genere

Minacce verbali o attacchi fisici, perdita delle libertà personali, accesso alle risorse economiche negato dal marito o dal compagno, rapporti sessuali forzati e violenti. Ma non solo, stalking, anche nella sua versione “cyber”, violenza psicologica, offline e online. Gli esempi di quale forma possa assumere la violenza di genere sono vari e complessi, ma rappresentano sempre e comunque una violazione dei diritti umani. Una violazione, secondo l’Onu, tra le più diffuse e persistenti in tutto il mondo.

Per creare maggiore consapevolezza e sensibilizzare su questo tema il 17 dicembre del 1999, con la risoluzione 54/134, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Il giorno prescelto per tale ricorrenza non è casuale: il 25 novembre del 1960 vennero ritrovati i corpi delle tre sorelle Mirabal – Patria, Minerva e Maria – in fondo a un precipizio nella Repubblica Dominicana con addosso evidenti segni di tortura. Le donne, partecipi della resistenza contro l’allora regime, stavano andando a trovare i mariti in carcere, quando vennero catturate e brutalmente uccise in un’imboscata degli agenti dei servizi segreti del dittatore Rafael Leònidas Trujillo. La reazione e l’indignazione popolare fu dura e massiccia e portò nel 1961 all’uccisione di Trujillo e quindi alla fine della dittatura.

Nel 1980 a Bogotà in Colombia per la prima volta durante il primo Incontro Internazionale Femminista viene commemorata la data e da allora il 25 novembre ha iniziato ad assumere un valore sempre più simbolico. Fino al 1993, quando con la Dichiarazione di Vienna viene finalmete sancito che: «I diritti umani delle donne sono un’inalienabile, integrale e indivisibile parte dei diritti umani universali. La completa ed uguale partecipazione delle donne nella vita politica, sociale ed economica a livello nazionale, regionale ed internazionale e lo sradicamento di tutte le forme di discriminazione in base al sesso sono l’obiettivo prioritario della comunità internazionale».

In Italia, a partire dagli anni’ 70 si è avviata un’opera di modernizzazione della legislazione per la tutela delle donne contro ogni forma di violenza e discriminazione culminata negli ultimi anni con l’emanazione della cosiddetta legge sul femminicidio (d.l. 14 agosto 2013, n. 93).

Purtroppo, nonostante gli sforzi istituzionali nazionali e internazionali i dati che riguardano la violenza di genere non sono rosei. Prendendo solo il caso italiano secondo dati Censis pubblicati a maggio di quest’anno, tra il 1° agosto 2017 e il 31 luglio 2018 in Italia si sono verificati 120 omicidi di donne e 92 di questi sono avvenuti in ambito familiare o affettivo per mano del partner, dell’ex partner o di un altro familiare. Nell’ultimo decennio sono stati 48.377 i reati di violenza sessuale denunciati e in oltre il 90% dei casi la vittima era una donna.

Ma i reati di genere non si esauriscono qui. Nei primi otto mesi del 2018, alle 2.977 violenze sessuali denunciate si aggiungono 10.204 denunce per maltrattamenti in famiglia, 8.718 denunce per percosse e 8.414 denunce per stalking. Il primo ostacolo da superare per le vittime è trovare la forza per denunciare. Gli strumenti a disposizione, fortunatamente, sono sempre più capillari. In primis le forze dell’ordine e poi dal 1988 in caso di pericolo le donne si possono rivolgere anche al Telefono Rosa, il cui centralino è attivo tutti i giorni, 24 ore su 24. Al numero 1522 rispondono le esperte volontarie.

Le donne si possono anche rivolgere direttamente a un Centro Antiviolenza: secondo le ultime stime del ministero delle Pari Opportunità, nel 2017 in Italia c’erano 258 Case Rifugio, ovvero luoghi dove le donne vittime possono nascondersi e proteggersi e 296 Centri Antiviolenza, 108 in più rispetto al 2013.

È proprio in sostegno dei Cav - Centri antiviolenza che Coop Alleanza 3.0 ha deciso di concentrare il suo impegno in favore dei diritti delle donne contro la violenza di genere con la campagna “Noi ci spendiamo, e tu?”. Per tutto il mese di novembre, infatti, soci e clienti che scelgono i prodotti Solidal Coop, contribuiscono con l’1% della loro spesa a sostenere i centri antiviolenza e le associazioni del territorio impegnate a contrastare la violenza sulle donne. Inoltre, in collaborazione con le realtà locali, Coop promuoverà eventi ed incontri sui territori per sensibilizzare e informare sulla violenza di genere. Grazie a questo cash mob collettivo nel 2018 sono stati finanziati 41 centri territoriali antiviolenza, con un contributo di oltre 2.300 euro ciascuno per un totale di 97 mila euro.

Se vuoi scoprire quali sono in concreto le attività dei centri antiviolenza, dai un’occhiata al video qui sotto e segui i nostri soci alla Casa delle donne per non subire violenza onlus di Bologna

 

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