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Cultura Formazione Giovani 10 settembre 2019

Silent Book: raccontare senza parole

I libri che parlano tutte le lingue attraverso le immagini

Nella quarta lezione americana, Italo Calvino racconta della sua passione per i comics americani, pubblicati dal Corriere dei Piccoli a partire dagli anni '20, e della delusione provata una volta imparato a leggere, quando aveva scoperto che le didascalie, “quei versi sempliciotti a rime baciate”, erano meno interessanti del suo “fantasticare dentro le figure”. L'autore racconta come questa lettura delle figure, senza parole, sia stata per lui una preziosa scuola di fabulazione, stilizzazione e composizione dell'immagine.

I silent book, ovvero libri senza parole, sono albi illustrati che affidano il racconto alle sole immagini. L’obiettivo è quello di avvicinare i lettori alla comprensione di linguaggi in cui la parte visiva è protagonista. Sono libri di immagini che esaltano l’arte del guardare e quella dell’ascolto silenzioso, contribuendo a costruire il vocabolario figurativo di chi li legge, aiutandolo a decodificare le immagini e a dar loro un significato e un valore. 

Questa premessa può generare un po’ di perplessità: si tratta di libri per bambini o per adulti? Come si legge un libro senza parole? C’è una sola interpretazione corretta? Come leggere un silent book?

 

È molto più semplice di quanto si pensa. Il “silenzio” della parola scritta incoraggia la voce dei lettori e la produzione originale di pensiero e linguaggio sia negli adulti che nei bambini. Per leggere un silent book non ci sono limiti di età, basta imparare a raccontare. Sono un incentivo all’ascolto, perché in esso convivono più chiavi di lettura, più punti di vista, non esiste un’unica versione corretta. Per leggerla ai più piccoli si parte dall’osservazione dell’immagine e insieme a loro si prova a descriverla, cercando di interpretare le intenzioni dei personaggi: sicuramente un buon modo per leggere un silent book è farsi delle domande.

Quando si propone a un bambino o a un ragazzo un silent book, gli educatori o gli adulti devono cercare di non monopolizzare il racconto e di aiutare il lettore più giovane ad interpretare i significati. Bisogna fare da spalla, insomma, stimolandolo l'attenzione per alcuni dettagli, soffermandosi su alcuni particolari e invitandolo a dare la propria interpretazione, a parlare.  

Perché leggere un silent book

Attraverso una comunicazione affidata alle immagini i silent book sono particolarmente adatti a stimolare e facilitare l'incontro tra persone che hanno idee diverse o origini diverse, poiché riescono ad annullare ogni barriera linguistica e culturale. Allo stesso tempo prevedono un utilizzo attivo dello strumento, che diventa un ottimo allenamento all’empatia, sia per l’adulto che deve sintonizzarsi con la sua parte ‘infantile’ dimenticata, sia per i più piccoli che sviluppano la capacità di riconoscere le emozioni.    Lo sforzo creativo richiesto non rappresenta solo un momento ludico per i bambini: sentirsi co-autori aumenta la fiducia in se stessi e l’autostima.

L’altro rinforzo positivo è mediato dalla relazione, dall’attenzione positiva dell’adulto, dall’incoraggiamento nei confronti del bambini. Infine, i silent book rappresentano un’attività da condividere, da fare insieme, che si arricchisce dal confronto con gli altri. Sono strumenti interattivi che presuppongono il coinvolgimento in prima persona dei bambini che non rimangono quindi passivi ascoltatori. I silent book non sono letture destinare soltanto ai bambini poiché in una società come la nostra, che usa in maniera così forte e onnipresente il linguaggio visivo, è importante per tutti fermarsi e riflettere sulle immagini: sul rapporto che abbiamo con esse, sulle emozioni che ci suscitano oltre le parole e sugli strumenti che usiamo per decodificarle.

Coop Alleanza 3.0 propone all'interno dell’offerta formativa rivolta alle scuole SapereCoop anche alcuni percorsi che prevedano l’utilizzo di silent book. Tre le animazioni proposte quest’anno:

  • All’inizio era il colore è quella dedicata ai più piccoli di prima e seconda della scuola primaria: parte da un elemento all’apparenza molto semplice, come il colore, per esplorarne tutte le sfumature. L’obiettivo è quello di abituare i bambini a educare lo sguardo per cogliere il particolare e l'universo cromatico, sempre diverso e in trasformazione 
  • Leggere le figure è invece per i bambini del triennio delle scuole primarie: attraverso una lettura collettiva sono invitati a esprimere il proprio punto di vista osservando le medesime immagini e allo stesso tempo imparano a cooperare e relazionarsi con gli altri per trovare nuove storie e nuovi messaggi veicolati dalle figure
  • Senza confini, dedicato ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado, utilizza i silent book per stimolare la fantasia e la meraviglia dei ragazzi. Un percorso che si pone come obiettivo di abituare i ragazzi ad osservare il mondo, leggere storie, guardare figure che raccontano ciò che è lontano e ciò che è straordinariamente vicino in un continuo confronto con l’altro
  • Il silent book è di per sè un ossimoro, cioè una figura retorica che mette insieme due termini di senso contrario o in antitesi fra loro. Il termine libro silenzioso infatti nega la sua stessa essenza: innanzitutto è un libro, luogo per eccellenza delle parole, poi per condividerne e raccontarne i significati di parole ne servono molte. Proprio con questi significati devono cimentarsi i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado nell’attività Ossimorico che ha l'obiettivo di far riflettere i giovani sul linguaggio visivo, affrontando temi come solidarietà, cooperazione, intercultura, sostenibilità e cura dell'altro.

 

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