Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, facendo lo scroll di pagina o cliccando su qualunque elemento della pagina acconsenti all'uso di cookie.
Valori Eventi Giovani 27 febbraio 2019

8 marzo: sosteniamo le donne per ricercare nuove cure

In occasione della giornata delle donne, Coop Alleanza 3.0 sceglie un’azione concreta: finanziare una borsa di ricerca di una giovane biologa

Per Coop Alleanza 3.0, l’8 marzo si tinge di rosa: il nostro sostegno va alla ricerca scientifica, fatta dalle donne per le donne. La Cooperativa infatti finanzia una borsa di ricerca per un anno di lavoro della giovane ricercatrice Giulia Girolimetti, impegnata nello studio di nuove terapie per il carcinoma ovarico e sostenuta da Fondazione Umberto Veronesi nell'ambito dell'oncologia femminile con il progetto Pink is Good. Niente mimose ma azioni concrete, in piena linea con la vocazione sociale della Cooperativa e con gli obiettivi di crescita sociale: perché dare nuova linfa vitale alla ricerca scientifica d’eccellenza fa parte del nostro essere Cooperativa. 

Quella che vi vogliamo raccontare infatti è la storia delle migliaia di donne che ogni anno si ammalano di carcinoma all’ovaio e di tutte le donne per cui la prevenzione e la ricerca sono fondamentali per l'individuazione precoce della malattia. Ma è anche la storia di Giulia, 33 anni, che dopo una laurea in Genomica funzionale e Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Trieste e un dottorato di ricerca in Scienze Biomediche e Oncologia Umana a Torino, potrà, per tutto il 2019, valutare l’efficacia di una strategia terapeutica per il cancro ovarico. Originaria di Ostra Vetere, un piccolo paese arroccato sulle colline marchigiane, ha un viso da bambina, una grande passione che ogni giorno la porta nel suo laboratorio dell’Università di Bologna e le idee molto chiare su cosa desidera per il futuro suo e di tante altre donne.

L’abbiamo incontrata per parlare insieme del progetto di ricerca sostenuto dalla Cooperativa, della sua attività quotidiana di laboratorio e per un suo personale augurio alle donne per questo 8 marzo.

È considerato un killer silenzioso, perché spesso diagnosticato in stato avanzato e solo nell’ultimo anno ha colpito circa 5.000 donne in Italia: è il carcinoma ovarico. Qual è la tua strategia per mettere il killer alle strette?

Ogni cancro è anche una malattia metabolica. Per poter aumentare la produzione di energia che serve per la loro crescita, le cellule del cancro devono modificare i loro meccanismi di approvvigionamento energetico. Per questo motivo, le cellule tumorali hanno un metabolismo diverso rispetto alle cellule normali e questo negli ultimi anni è diventato oggetto di studio per lo sviluppo di terapie che siano in grado di colpire soltanto le cellule del cancro. La nostra strategia è proprio questa: colpire i mitocondri, che sono le centrali energetiche delle cellule, con terapie mirate che non permettano alla cellula di riprogrammarsi e di avere l’energia di cui ha bisogno per sopravvivere e dividersi.

Quali sono le possibili applicazioni della tua terapia per la cura dei pazienti?

Questo progetto si basa sullo studio di terapie combinate con farmaci specifici e a basso impatto in termini di effetti collaterali, che vanno a colpire il metabolismo delle cellule tumorali. La combinazione di questi farmaci con le attuali terapie standard che vengono somministrate alle pazienti con una diagnosi di tumore dell’ovaio potrebbe portare a una cura più efficace. In questo modo noi vorremmo reinventare dei farmaci che vengono già somministrati per alcune patologie non tumorali e di cui quindi si conoscono le dosi e i minimi effetti collaterali, per trasformarli in farmaci antitumorali, che potrebbero ottimizzare la terapia e anche la qualità di vita delle pazienti.

La prevenzione è sempre più un'arma per combattere la malattia e anticipare le sue mosse: quali sono gli esami che consigli alle donne di effettuare e con quale frequenza?

In generale per le donne esistono due tipi di screening per la prevenzione: il pap test e la mammografia, rispettivamente per il cancro del collo dell’utero e per il cancro al seno. Per i tumori ovarici epiteliali non esiste uno screening di prevenzione e quando questi tumori vengono diagnosticati sono spesso già in stadio avanzato perché crescono velocemente e si estendono ai tessuti peritoneali, generando una patologia diffusa non più solo all’ovaio ma a tutta la cavità peritoneale. Le pazienti se ne rendono conto proprio perché in fase di diffusione producono un liquido che porta ad un gonfiore della pancia e a una sensazione di disagio fisico.

Nelle immagini dei laboratori di ricerca vediamo spesso i ricercatori in camice e guanti di lattice, con provette e campioni tra le mani: ci descrivi la tua giornata tipo in laboratorio?

Il mio progetto di ricerca, finanziato dalla Fondazione Umberto Veronesi, verrà svolto presso l’Unità Operativa di Genetica Medica del Policlinico S. Orsola di Bologna, nel dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC) dell’Università di Bologna. Molte delle mie giornate si svolgono proprio con camice, guanti e provette al bancone in laboratorio, ma trascorro anche molto tempo al computer a studiare e a fare analisi dei dati dopo aver completato degli esperimenti, o a parlare con i miei colleghi e collaboratori per discutere dei dati ottenuti. Il progetto è comunque multidisciplinare, perciò passo spesso dal laboratorio di genetica a quello di biochimica e persino per le sale operatorie per la raccolta dei campioni. Non manca anche l’attività di disseminazione, ad esempio le campagne di coinvolgimento delle scuole, o le notti bianche della ricerca.

Alcune bambine da piccole sognano di fare le ballerine, altre le musiciste, alcune le chef ed altre le astronaute: cosa voleva fare Giulia Girolimetti?

Non ho avuto un sogno costante negli anni: mi sono sempre appassionata molto alle cose che ho fatto nei vari periodi della mia vita. Ad esempio nel periodo in cui suonavo il pianoforte volevo diventare una pianista, nel periodo in cui leggevo molti libri con draghi e maghi mi immaginavo come una futura scrittrice di storie fantasy. Ho iniziato ad amare la scienza alle scuole medie, soprattutto la biologia e la chimica: ho deciso di assecondare questo mio interesse, ma ho scoperto cosa fosse davvero la ricerca solo durante lo svolgimento della tesi universitaria. Da quel momento non sono più riuscita a stare fuori da un laboratorio.

Un momento della tua vita professionale da ricordare e uno da dimenticare

Ci sono tanti momenti da ricordare: la vincita di finanziamenti per i progetti, i buoni risultati dagli esperimenti dopo mesi di fallimenti, e anche le partite a beach volley sulla spiaggia con i colleghi dopo un congresso in Portogallo. I momenti da dimenticare? Sono quando le cose non vanno come te le aspettavi (compreso perdere a beach volley con dei colleghi inglesi che la spiaggia non la vedono mai!).

Lasciaci con il tuo personale augurio per le donne per l’8 marzo

Questo progetto finanziato dalla Fondazione Veronesi per il 2019 non coinvolge solo me, ma molti collaboratori, tra ricercatori e medici, senza i quali per me sarebbe impossibile lavorare. In questo gruppo allargato che si occupa dello studio dei tumori ovarici, siamo nella stragrande maggioranza donne che collaborano e lavorano a stretto contatto per trovare una cura a questa patologia che colpisce le donne, e noi tutte ci auguriamo che si trovi al più presto una cura efficace. Cosa posso augurare alle donne? Di essere sempre coraggiose e di seguire le loro passioni, non solo l’8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno.

Ora tocca a te. Abbiamo già stanziato 33.000 euro per un anno di lavoro di Giulia, ma abbiamo bisogno di te per far conoscere la sua storia: aiutaci a raggiungere 1000 condivisioni del video che abbiamo pubblicato sulla pagina Facebook di Coop Alleanza 3.0, noi aggiungeremo i fondi rimanenti per finanziare la ricerca scientifica promossa da Fondazione Umberto Veronesi. 

 

Vuoi scoprire altri articoli come questo?  

Leggi tutte le notizie