Ritrovare il benessere dopo il Covid-19

L’attività sportiva “diventa” un farmaco grazie a un protocollo sperimentale, adottato a Modena, per combattere la sindrome Long Covid

Negli ultimi anni il nostro modo di affrontare le malattie è cambiato: abbiamo conosciuto un virus in grado di scatenare una tempesta nel sistema immunitario, lasciando deficit nell’organismo anche a distanza di tempo, con sintomi come vertigini, stanchezza e un affaticamento generale. La sindrome, definita Long Covid, permane anche a lungo in molti pazienti, anche dopo la negativizzazione del tampone.

Per guarire possono non essere utili solo i farmaci, ma anche un’attività motoria e corretti stili di vita: lo abbiamo scoperto anche grazie a un nuovo protocollo di terapia in sperimentazione grazie anche al sostegno di Coop Alleanza 3.0, oltre alla collaborazione di partner quali Unimore, la Regione Emilia Romagna e il Comune di Modena.

Ne abbiamo parlato meglio con Gustavo Savino, direttore della Medicina dello Sport dell’Ausl di Modena, coordinatore del Centro Regionale Antidoping Emilia-Romagna e componente della sezione di vigilanza sul doping del Ministero. Ecco le sue parole per capire insieme meglio come funziona questa sindrome.

Cosa significa oggi ritrovare la salute dopo il Covid-19?

È fondamentale che la ripresa da una infezione da Covid-19 sia il più possibile completa, soprattutto dal punto di vista cardiovascolare, respiratorio e muscolare. Anche una forma d’infezione asintomatica o caratterizzata da pochi sintomi costringe per ovvi motivi il paziente a un isolamento obbligatorio che impone sedentarietà. Il rischio nella ripresa è abituarsi ad uno stile di vita poco attivo anche solo per il timore di una forma fisica inadeguata. L’apparato respiratorio, così come quello cardiovascolare e muscolare, ha bisogno di continue sollecitazioni fisiologiche per una ripresa completa e adeguata: occorre motivazione e il giusto entusiasmo finalizzati al rispetto delle indicazioni per il movimento fornite dalla Organizzazione Mondiale della Sanità che suggerisce un’attività fisica moderata per gli adulti di almeno 30 minuti al giorno per almeno 5 giorni la settimana e per i ragazzi di almeno un’ora al giorno. Questo vale anche come obiettivo da raggiungere gradualmente dopo una convalescenza da Covid-19.

In cosa consiste il nuovo protocollo di terapia attraverso l’attività motoria per la sindrome da Long Covid e perché è importante la sperimentazione?

Dopo l’infezione da Covid-19, soprattutto quella trasmessa dalle prime varianti del virus, si è osservata una persistenza di sintomi aspecifici: vertigini, stanchezza, problemi digestivi, facile affaticamento muscolare e respiratorio, ansia, ecc. Si è quindi definita una vera e propria sindrome Long Covid che permane dopo la negativizzazione del tampone per alcune settimane o mesi in una altissima percentuale di soggetti. La terapia migliore per tale sindrome è proprio la prescrizione di un programma di attività motoria adattato e personalizzato alle possibilità di ogni singolo soggetto, nonché finalizzato alla riattivazione muscolare e alla ripresa delle funzioni biochimiche sostenute dal movimento, alla riattivazione della circolazione periferica e a un opportuno allenamento della funzione cardiaca e respiratoria. La sperimentazione è orientata alla standardizzazione di protocolli di attività motoria da proporre a varie categorie di soggetti in base alla sintomatologia riferita, all’età, al sesso ed alle condizioni generali.

Qual è il ruolo dell’attività motoria per la salute dei cittadini? Può migliorare anche lo stato di salute di persone affette altre da patologie come diabete, sclerosi multipla o morbo di Parkinson?

Possiamo considerare l’attività motoria alla stregua di un farmaco: aiuta a prevenire patologie importanti e pericolose e funge da terapia per condizioni patologiche pre-esistenti. Le malattie croniche non trasmissibili quali ipertensione, diabete, cardiopatie, obesità e tante patologie neuromuscolari possono trarre benefici importanti da una pratica quotidiana dell’attività motoria. Come ogni farmaco bisogna però saper dosare l’attività in base alle possibilità e alle necessità: troppo poco può non essere efficace, troppo può essere rischioso. Esistono protocolli validati per l’attività motoria dedicati a moltissime patologie, mentre nuovi protocolli sono in fase di sperimentazione per una futura validazione, tra cui quello dedicato al Long Covid. L’attività motoria è un farmaco alla portata di tutti: è efficace, va prescritta e monitorata soprattutto nelle fasi iniziali da specialisti ed esperti e, soprattutto, non costa nulla.


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