Un'intervista all'editore Antonio Sellerio

In occasione della pubblicazione del cofanetto di cinque libri gialli dei più grandi autori della casa editrice, in vendita ai soci Coop a un prezzo speciale

Cultura Convenienza Soci 21 settembre 2021

Coop Alleanza 3.0 ha lanciato un'offerta riservata ai soci della Cooperativa, che potranno acquistare un cofanetto di vari tesori letterari, grazie alla collaborazione con Librerie.coop e l’editore Sellerio. 

Andrea Camilleri, Antonio Manzini, Alicia Giménez Bartlett Marco Malvaldi sono gli autori dei libri da scoprire nel cofanetto acquistabile a un prezzo speciale per i soci Coop: 25,99 euro anziché 72 euro, tramite i siti di Librerie.coop, EasyCoop e Coop online o da prenotare al Punto soci dei negozi Coop Alleanza 3.0 presentando la carta socio. 

Per capire dove sta andando il mercato dei libri e cosa significare fare l'editore in questo periodo storico, niente di meglio che qualche domanda ad Antonio Sellerio, erede di una grande casa editrice, tra le più rivoluzionarie e innovative, divenuta negli anni Novanta una delle maggiori realtà editoriali indipendenti. 

Gli italiani, da sempre, sono un popolo di lettori deboli. È cambiato qualcosa durante la pandemia?
Le ultime ricerche confermano che durante la pandemia gli italiani hanno letto più degli anni precedenti. Sarà compito di editori, librai, grande distribuzione, di tutte le istituzioni che hanno a cuore la lettura in Italia, far sì che, con il graduale ritorno a una vita più normale, questa nuova inclinazione non venga persa.

Cosa si potrebbe fare a livello di politiche culturali per supportare e promuovere la lettura?
Sostenere le biblioteche di pubblica lettura, soprattutto nei piccoli centri e al Sud, dove in generale sono particolarmente deficitarie, e promuovere la lettura durante l’infanzia e l’adolescenza.

Gli ultimi test Invalsi hanno purtroppo evidenziato anche una perdita di competenze sulla lettura e sulla scrittura. Sta emergendo purtroppo una generazione di non lettori? E cosa potrebbe fare la scuola per evitare questa deriva?
Il Covid, e la conseguente dad, ha messo a durissima prova insegnanti e alunni, i dati recenti non possono sorprenderci. Per prima cosa occorre auspicare, e far di tutto perché ciò avvenga, che si possa ritornare a fare lezione in presenza e in tutta sicurezza. In generale occorrerà investire nella scuola, nella consapevolezza che chi legge spesso mette in atto comportamenti sociali più consape-voli ed ha maggiori probabilità di essere un lavoratore capace o un imprenditore innovativo. In un mondo così turbolento come il nostro, la capacità di adattarsi ai cambiamenti, come individui e come società, è forse più importante delle competenze specifiche acquisite. È dimostrato che la lettura di romanzi e saggi aiuta a reagire alle mutazioni personali, di status e sociali.

I libri nei supermercati e negli autogrill possono servire a promuovere la lettura?
Assolutamente sì. I libri devono essere trattati come oggetti che fanno parte della nostra quotidianità, in essi ci si deve imbattere anche quando non li si cerca. In questo senso i supermercati sono altrettanto importanti delle grandi librerie in cui si possono trascorrere delle ore a scegliere tra migliaia di libri.

Anche nel mercato dell’editoria – come in molti altri ambiti, a cause delle chiusure imposte dalla pandemia – l’online è cresciuto?
Assolutamente sì: ha l’indubbio vantaggio di avere una enorme disponibilità di titoli che vengono consegnati a casa in poco tempo, anche in luoghi in cui non ci sono alternative. Ma le librerie sono un importantissimo presidio culturale dei territori. I librai in questi ultimi anni sono stati tra l’altro pro-motori di una quantità di iniziative culturali che in diversi casi hanno sostituito il lavoro degli assessorati alla cultura. Mi piace ricordare anche lo spirito di iniziativa e il coraggio, anche fisico, che in questo ultimo anno hanno dimostrato i librai, coraggio che li accomuna a chi ha lavorato nei supermercati senza fermarsi mai. E di questo come cittadino non smetterò di essere loro grato.

Cosa significa oggi fare l’editore e qual è il ricordo da cui non si separa mai?
La nostra collana principale si chiama "La memoria", ne abbiamo appena lanciata una nuova chiamandola "Promemoria". Credo che per un editore il culto del ricordo sia fondamentale e io ho avuta la fortuna di imparare questo mestiere dai miei genitori, Elvira ed Enzo, e di lavorare con Andrea Camilleri. Dei momenti passati con loro cerco di non dimenticare nulla.


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