Consumatori Cultura Soci 01 luglio 2020

L'arte non va in vacanza: tappe in Sicilia e Puglia

In estate la sfida di Opera tua si trasferisce al sud

Lo chiamano “turismo di prossimità”, e significa viaggiare verso mete vicine a casa, possibilmente poco affollate. Per la maggior parte di noi riguarda proprio il nuovo modo di trascorrere le vacanze di questa anomala estate 2020. Non vuol dire raggiungere località isolate, ma viaggiare in modo lento alla riscoperta di realtà meno conosciute e ugualmente da esplorare. Proprio come Opera tua, l’iniziativa di Coop Alleanza 3.0 che grazie alla collaborazione con Fondaco Italia, società attiva nella valorizzazione dei beni culturali, fa scoprire o riscoprire eccellenze artistiche minori. A noi, soci e non soci della Cooperativa, il piacere di votare online  l’opera che riteniamo meriti un restauro.

Per il mese di luglio ad esempio, si potrà scegliere tra una tarsia marmorea e un mosaico, entrambe in Sicilia. La tarsia appartiene alla tecnica dei marmi mischi del barocco siciliano. È un vero e proprio intarsio di marmo del XVII secolo, ritrovato come decorazione in una chiesetta rupestre a Milazzo. Con questa tecnica è stato decorato un arco trionfale con motivi vegetali, floreali, conchiglie e vasi di fiori che creano suggestive illusioni. L’opera sfidante, conservata nel museo archeologico Ibleo di Ragusa, è un mosaico appartenente alla pavimentazione di una chiesa bizantina in località Pirrera. Si tratta in particolare di un tappeto musivo policromo figurato costituito da parti floreali e quadrati raffiguranti vari volatili.

L'opera più votata sarà sottoposta a un intervento che prevede il rilievo fotografico per la localizzazione delle zone maggiormente degradate. Si procederà quindi alla pulizia, al consolidamento e alla stuccatura delle zone che hanno perso aderenza e che nel gergo del restauro viene chiamata decoesione.

Ad agosto invece le opere da votare con un click sono in Puglia. Dalla Pinacoteca Metropolitana di Bari proviene “L’annunciazione dell’amore”, un’opera in gesso patinato color bronzo. Realizzata da Filippo Cifariello e presentata alla Biennale di Venezia del 1899, il gesso appartiene a un gruppo per fontana in cui figura una giovane donna che si abbandona su un catalfalco. A sfidarla sarà un capitello medievale in marmo proveniente dall'Abbazia medievale di Sant’Andrea all’Isola, che sorgeva sull’isola detta anticamente di “Bara” o “Barra”, prospicente il porto di Brindisi. Probabilmente usato come pozzo, tutto attorno al fusto del capitello si svolge una danza con dodici figure maschili e femminili, che si tengono per mano ora abbassando ora alzando le braccia all’altezza delle spalle.

Qualunque sia il verdetto del voto online, per ogni opera occorre un intervento di consolidamento, l’asportazione delle ossidazioni, una stuccatura e l’applicazione di un filtro protettivo.

 

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