Ottobre e novembre 2026
Ritornano le esplorazioni culturali di Ad alta voce
Storie, idee e incontri di Coop Alleanza 3.0
Il 2 agosto 1980 Bologna si è fermata e con lei un’Italia ferita dai gravi attentati e dalle stragi degli Anni di piombo. Alle ore 10:25, nella sala d'aspetto della seconda classe della stazione di Bologna, una valigia abbandonata con 23 kg di esplosivo scoppia, causando il crollo dell'ala ovest dell'edificio e investendo il treno Adria Express 13534 Ancona-Basilea, in sosta al binario 1. Nel primo fine settimana di agosto, in una stazione affollatissima, perdono la vita 85 persone e 200 rimangono ferite. Alla stazione di Bologna quel 2 agosto non c’erano solo bolognesi, ma anche passeggeri provenienti da tutta l’Italia e moltissimi stranieri: molti partivano o tornavano dalle ferie, altri stavano lavorando sui treni, nei negozi, nelle biglietterie, nei bar, sui taxi parcheggiati nel piazzale.
È stata la strage di tutti, ed è proprio questo il titolo del documentario di Carlo Lucarelli, realizzato con il sostegno di Coop Alleanza 3.0 scritto con Federica Campana e Paola Mordiglia e prodotto da Ruvido Produzioni, che andrà in onda la sera del 1° agosto 2020 su Rai 1.
Lo spettatore farà un viaggio nella Bologna degli anni '80, dal momento dell’esplosione che ferì la città, attraverso le testimonianze dei sopravvissuti, fino alla ricostruzione delle inchieste che si susseguirono, ma che lasciarono insoluto il mistero dei mandanti. Nonostante siano trascorsi infatti quarant'anni, nonostante ci siano state numerosi processi e condanne, la strage di Bologna è ancora densa di misteri.
Chi ha ordinato la strage? E perché Bologna? Carlo Lucarelli è il narratore, la guida che accompagna lo spettatore attraverso l'emotività dei primi momenti e le complessità delle successive indagini. Il racconto è accompagnato da materiali di repertorio e l'accuratezza della ricostruzione è garantita dell'Associazione dei familiari delle vittime e da consulenti esperti come Antonella Beccaria.
Chi nel 1980 era già abbastanza grande ricorda esattamente dove si trovava e cosa stesse facendo quel sabato, quando la bomba scoppiò. Le stragi fermano, bloccano, congelano un momento nella vita di tutti, anche di chi non è presente fisicamente in quel luogo, diventando così esperienza collettiva. Continuare a parlarne aiuta la memoria collettiva per non dimenticare cosa è successo ed evitare il ripetersi della storia.