Ilaria Capua, la salute è circolare

Con “Pensiamo circolare”, la scienza entra a scuola per raccontare il legame tra salute, ambiente e futuro

Dal 10 settembre 2026

Prendiamo le tartarughe marine: in certe aree del globo, Golfo del Messico e Florida in particolare, il 99% dei nuovi esemplari nasce femmina, perché le alte temperature della sabbia in cui vengono deposte le uova influenzano il sesso dei nascituri. Se parliamo di insetti, zanzare per esempio, è sempre il riscaldamento climatico a far sì che certe specie tropicali, vettori di malattie infettive, siano ormai abitanti fissi delle nostre città. E altre specie possono moltiplicarsi a dismisura per effetto indiretto di eventi estremi come alluvioni o tempeste. In natura ogni elemento è strettamente connesso con tutti gli altri, compresa la nostra salute, e sarebbe prezioso per gli umani conoscere le leggi scientifiche che governano questi processi. Perché li spingerebbe ad assumere comportamenti più consapevoli.

Una sfida per comprendere il mondo

Su questi temi ruota la campagna 2026 di Coop per la Scuola "Pensiamo circolare", ispirata al modello Salute Circolare sviluppato dalla virologa Ilaria Capua, che ha contribuito anche ai contenuti della parte didattica: trovi tutte le info sul sito coopperlascuola.it e nell'approfondimento sul nostro sito.

La teoria dei quattro elementi

L’obiettivo dell’intero progetto, dice la virologa che lo ha ispirato, è parlare di salute e sostenibilità avvicinando le nuove generazioni al mondo della scienza. «Vorremmo spiegare, dati e fatti alla mano, che ogni nostro gesto o abitudine non è ininfluente, e che salute e sostenibilità sono legate a doppio filo».

Il concetto di Salute Circolare viene illustrato con i quattro elementi degli antichi greci: terra, aria, fuoco e acqua, che già 2.500 anni fa avevano compreso quanto l’equilibrio tra questi fattori influenzasse la nostra salute. Non si tratta solo di impatti immediatamente percepibili, come gli effetti
dell’esposizione prolungata al caldo torrido sulla salute umana, ma di eventi che come in un domino generano conseguenze su conseguenze, con esiti imprevedibili.

«Il caldo, una delle rappresentazioni dell’elemento del fuoco, esercita per esempio una serie di effetti sulle popolazioni di animali e sui raccolti», prosegue la studiosa. «Pensiamo solo alle zanzare tigre, sconosciute in Italia fino a qualche decennio fa. Per effetto della globalizzazione i primi esemplari sono approdati dal Sud-Est asiatico intorno a metà degli anni ’80. Negli anni ‘50 la loro presenza sarebbe stata un evento eccezionale, ma oggi, per via dei mutamenti climatici e dell’innalzamento delle temperature, hanno trovato in Italia un ambiente adatto alla loro sopravvivenza e alla riproduzione. Giacché uova e larve sono riuscite a superare l’inverno, la loro diffusione è diventata esponenziale, e queste specie sono diventate endemiche. Cosa comporta per noi? Non solo fastidio. Ogni estate assistiamo qua e là a focolai di malattie infettive esotiche come Dengue, West Nile e Chikungunya, che si diffondono proprio a causa di zanzare tropicali. Oggi sono ancora malattie limitate ad alcuni distretti, ma si prevede che nei prossimi anni i focolai aumenteranno e potrebbero diventare malattie diffuse in zone ampie del Paese».

Anche eventi estremi come le alluvioni – e qui passiamo all’elemento acqua e alle sue interazioni
con la terra - che lasciano acqua stagnante sul terreno per giorni, influenzano l’agricoltura e il ciclo di vita delle zanzare, che si sa amano il caldo e hanno bisogno dell’acqua ferma per deporre le uova. «E
se passiamo all’elemento aria, tempeste di vento come Vaia, che nel 2018 in Trentino ha abbattuto
letteralmente 14 milioni di alberi, ha avuto un altro effetto inaspettato: il legno caduto ha creato il
terreno di coltura ideale per un parassita del legno, che si è diffuso così rapidamente da attaccare anche le piante sane», prosegue Capua. Altra connessione, altro squilibrio.

Coltivare "alberi di conoscenza"

Che fare? Non resta che puntare sui più giovani: «Attraverso di loro possiamo spargere semini di consapevolezza che potrebbero diventare alberi di conoscenza nelle famiglie». Per catturare la loro attenzione, il percorso contiene attività interattive e dinamiche. Ci sono le quattro guide didattiche declinate per ogni grado, realizzate da Giunti Scuola in collaborazione con SapereCoop, che propongono viaggi tra esperimenti, osservazioni e scelte quotidiane; Geopop ha prodotto contenuti digitali con esperimenti pratici e schede per ogni missione; sul sito di Coop per la Scuola, chiunque - non solo studenti e insegnanti - può divertirsi con videogiochi.

«Il “giocatore” è chiamato con il suo avatar a vincere sfide ambientali, come cercare le perdite di acqua lungo i tubi, o capire cosa fare se avvista un incendio. Ci si diverte, si interiorizzano concetti e abitudini, e si impara che ognuno può essere parte della soluzione piuttosto che del problema», spiega la studiosa. Giochi e attività veicoleranno anche informazioni scientifiche, parlando con la forza dei dati per spiegare fenomeni complessi con linguaggi nuovi, a dimostrazione che la realtà e tutto ciò che accade si spiegano con la scienza. «Le porte della scienza vanno spalancate, perché tutti possano comprendere meglio i fenomeni che ci riguardano. Mostrare le connessioni tra gli elementi è anche un modo per affascinare e appassionare sempre più giovani alle materie scientifiche e coinvolgerli attivamente nelle sfide che dovranno affrontare».


ph. Isabella Balena

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