E!STATE LIBERI!

I campi di impegno e formazione di Libera

In campo per la legalità

Un’esperienza di cittadinanza attiva e la possibilità di impegnarsi a favore della legalità: è l’opportunità che offriamo ai nostri soci, grazie all’iniziativa E!State Liberi! Un invito ai nostri giovani soci under 40 a partecipare ai campi di impegno e formazione di Libera nei terreni confiscate alle mafie, dove avranno anche l’opportunità di prendere parte a incontri e visite formative per vivere concretamente i valori della legalità e della giustizia sociale.

 


Portavoci di legalità e senso civico

A disposizione 15 posti divisi tra i territori in cui operiamo: obiettivo principale della partecipazione al campo di E!State Liberi! sarà quello di vivere e farsi portavoce di una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico, che si opponga con forza alla cultura dell’illegalità, della violenza, del ricatto, per diffondere una realtà sociale ed economica fondata sulle buone pratiche di cittadinanza attiva e solidarietà. Il campo nasce infatti per promuovere le esperienze virtuose di cooperative ed associazioni che lavorano insieme a Libera sul territorio, per realizzare una progettazione condivisa, per supportare attivamente l'avvio delle attività sul bene confiscato e per dar nuovo impulso ad idee di cittadinanza attiva e responsabile.


Il campo di Valenzano

Il campo si terrà dal 25 al 31 luglio Valenzano in provincia di Bari, presso la Cooperativa Sociale Semi di Vita: Valenzano, cittadina a soli 10 km da Bari, con i suoi 18.000 abitanti è il primo gradino della Murgia barese. Nel patrimonio del Comune di Valenzano si contano decine di beni confiscati alla criminalità organizzata, solo pochi dei quali già assegnati e riutilizzati per scopi sociali. A seguito dello scioglimento per mafia dell'amministrazione comunale e successivo commissariamento prefettizio, è stata messa a bando ed assegnata alla cooperativa sociale “Semi di Vita” un'estensione di 26 ettari di terreno agricolo confiscato alla mafia. Qui sorgerà la Fattoria dei Primi, progetto di inclusione che punta a integrare i soggetti svantaggiati a partire dall'agricoltura sociale.


Come partecipare

Possono candidarsi a partecipare i soci di Coop Alleanza 3.0 di età compresa tra i 18 (compiuti al momento della pubblicazione del bando) ed i 40 anni (alla scadenza del presente bando). È possibile candidarsi per partecipare dal 21 marzo al 31 maggio: per farlo è necessario compilare la scheda di partecipazione in fondo a questa pagina, seguendo le istruzioni per l'invio e i documenti da allegare. Seguirà un colloquio motivazionale di selezione e valutazione a cura dei comitati regionali di Libera, dal 6 al 19 giugno. Al termine degli incontri verrà stilata una graduatoria che evidenzierà i candidati utilmente selezionati in base alla disponibilità di posti.


La giornata tipo

Le giornate al campo saranno suddivise in tre momenti, con attività diversificate: il lavoro agricolo o di riqualificazione del bene confiscato, la formazione sui temi della legalità e della lotta alla mafia e la scoperta del territorio. La mattina sarà dedicata ai lavori di sistemazione dei terreni e nel pomeriggio, invece, si alterneranno momenti di formazione sui temi scelti, dalla memoria delle vittime innocenti delle mafie e della ricostruzione del contesto locale alle attività laboratoriali con elaborati che potrebbero essere restituiti alla cittadinanza. Infine, sono previsti alcuni momenti di progettazione partecipata, sognando insieme un possibile modo di accettare la sfida lanciata durante l’esperienza, per proseguire l’impegno individuale e collettivo con Libera e sui beni confiscati e dare continuità all’azione partecipativa dei ragazzi e delle ragazze, dando la possibilità, per chi lo vorrà, di seguire il progetto anche dopo la fine dell’esperienza del campo

I documenti per la partecipazione

L'ESPERIENZA FATTA NEL 2019 ATTRAVERSO LE PAROLE DEI RAGAZZI

"Il movimento antimafia è forte, vivo, e mi ha sorpreso vedere così tante persone impegnate a lottare"

Entriamo in Campo!

Sveglia alle 5 del mattino per approfittare delle ore più fresche. E poi insieme a lavorare nel tendone di Trebbiano per defogliare le viti. L’attività è allegramente condita dagli aneddoti sulla Sicilia di Angelo, il coordinatore del gruppo. E prima di dedicarsi alla formazione e agli incontri del pomeriggio è il momento di soddisfare anche le papille gustative: “sempre cibo ottimo ed abbondante per il quale molti di noi chiedevano, con una buona dose di entusiasmo, ricette e consigli”. Le giornate si concludono con le intense testimonianze di chi ha raccontato la propria lotta alla mafia: Serafino Petta, sopravvissuto alla strage di Portella Ginestra, i due fratelli Borsellino, orfani di padre e di un fratello, uccisi dalla mafia perché si erano opposti al pagamento del pizzo.

CONDIVISIONE

Questa la parola dei campisti per descrivere l’esperienza

Francesca, 23 anni

"Il momento che mi porterò nel cuore è stata la condivisione finale nella quale abbiamo tutti detto cosa ci era piaciuto e cosa no. Tutti siamo rimasti entusiasti e io, nonostante non mi manchino mai le parole, non sono riuscita quasi a parlare per la commozione. Si è infatti creato un gruppo magnifico, grazie a delle bellissime persone accomunate da un ugual sentire e da grande sensibilità


Francesco, 24 anni

“Ero già a conoscenza del peso e dell’impatto storico e attuale che la mafia avesse all’interno della società italiana sia a livello socio-culturale che su quello produttivo, ma sicuramente l’ascolto delle testimonianze, profondamente struggenti, e l’aver ripercorso sia a livello temporale che fisico quelli che sono stati i luoghi di nascita e di sviluppo e al contempo di lotta a questo tipo di criminalità, mi ha permesso di acquisire fondamentali strumenti psico-emotivi per comprendere meglio questo fenomeno ed attuare in futuro strategie di contrasto di certo più efficaci rispetto a se non avessi avuto questa occasione".


Francesco Paolo, 37 anni, coordinatore del Campo

“Libera Terra mi ha dato la possibilità concreta di contribuire al rilancio della mia bellissima, ma spesso travagliata, terra svolgendo un lavoro che mi permette di valorizzare la mia professionalità. Sono un ragazzo siciliano, palermitano, ho vissuto gli anni pesanti delle stragi del '92 e Libera Terra mi ha permesso di trasformare la rabbia provata per quanto accaduto in quel periodo, in impegno concreto, contribuendo alla crescita di una realtà cooperativa virtuosa capace di valorizzare i beni confiscati e di ridare dignità a territori e persone. Una dignità che passa dalla costruzione di un circuito economico virtuoso, la cui sostenibilità si basa sulla qualità dei nostri prodotti agroalimentari biologici“.

Le notizie per parlare insieme di legalità

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