Lo sguardo femminile nelle pale d'altare

Una gara tra due dipinti realizzati, nel Settecento e nell'Ottocento, da una pittrice marchigiana e una isontina. Chi vincerà?

08 aprile 2023

Dall'8 aprile al 7 maggio si può votare per la seconda tappa di "Opera tua 2023", speciale “Close the gap”, che mette a confronto due pale d’altare realizzate, a un secolo di distanza tra loro, da Lucia Ricci e Marianna Pascoli.

“Madonna in gloria fra san Romualdo e santa Scolastica” è opera della pittrice marchigiana Lucia Ricci, che svolse la sua attività nel XVIII secolo, interamente tra le mura della bottega di famiglia, unica donna tra il padre, il fratello e il cugino. In casa era stata consacrata all’accudimento della madre, ma proprio la libertà dagli obblighi del matrimonio le permise di perseguire la via della pittura. L’opera della Ricci è la sola che si possa certamente attribuire a una pittrice, tra quelle conservate alla Pinacoteca Civica di Fermo. Realizzata intorno al 1735, proviene dalla chiesa del monastero femminile di San Giuliano di Fermo e rappresenta la Madonna con san Romualdo, a cui è ispirata la spiritualità del vicino monastero di Fonte Avellana, e con santa Scolastica, ideale protettrice della comunità femminile.

L'altra pala d'altare è intitolata “Madonna addolorata con Santi”, opera databile attorno al terzo decennio dell’Ottocento, dell'isontina Marianna Pascoli, tuttora collocata nella sua sede originaria, la chiesa di S. Michele Arcangelo, a Vito d'Asio in provincia di Pordenone. Nel dipinto possiamo ammirare la Madonna assunta in cielo, e in primo piano da sinistra i santi Pietro, Giovanni Battista e Sant’Antonio, in una composizione su modello cinquecentesco, come evidente nella figura del Battista, ripresa da Tiziano. Marianna Pascoli, allieva e amica del Canova, nata a Monfalcone nel 1790, mostrò sin da piccola una predisposizione al disegno. Fu allieva di Teodoro Matteni all’Accademia di Belle arti di Venezia dove, oltre a imparare la tecnica, si esercitò copiando i lavori dei grandi maestri del passato, apprendendo direttamente da essi i principi fondamentali di espressione e di colore, inventando contemporaneamente una tecnica di parchettatura e di vernici per dare ai suoi lavori più consistenza e durata nel tempo.

 

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