La volata finale di un grande tour

Ottobre e novembre le ultime tappe del viaggio di Opera tua: Veneto, prima, e poi le Marche

28 settembre 2020

Dal Veneto arrivano le opere in gara nel mese di ottobre, due quadri di epoche molto distanti ma entrambe bisognose di un restauro per tornare a splendere. Il primo proviene dal museo civico di Feltre, è “Crepuscolo”, un olio su tela dipinto da Carlo Prada, artista milanese che si distinse per la trasparenza dei colori e la rappresentazione di paesaggi e ritratti. Il quadro rappresenta un paesaggio collinare e nella scelta dei colori si individua facilmente l’adesione dell’artista al “chiarismo”, il movimento napoletano che deve il suo nome alla scelta di colori chiari e luminosi.

Sulla pagina di Opera tua si può votare questa opera di inizio novecento, mentre gli amanti dello stile bassanesco (la corrente che per due secoli, a partire dal ‘400, si espanse nelle zone di Bassano ) potranno cliccare su l’ “Adorazione dei Magi”, un dipinto olio su tela del 1600 custodito a Palazzo Chiericati di Vicenza. Di autore incerto, attenti indizi indicano Giambattista Volpato come l’artista dell’opera; appaiono probanti, infatti, i confronti con le sue numerose opere sparse nel territorio e soprattutto con le varie redazioni dei medesimi soggetti. La tela apparteneva originariamente a un dittico e il suo pessimo stato di conservazione ne rende difficile la lettura.

Per entrambi i quadri l’intervento di restauro è molto simile, ma solo per l’opera vincitrice si prevede l’asporto dall’alloggiamento, il rilievo fotografico per localizzare le zone maggiormente degradate, la rimozione dei detriti accumulati nel tempo e, successivamente, un intervento pittorico renderà omogenea la cromatura dei colori, per poi applicare un protettivo neutro.

E in novembre gran finale nelle Marche dal 1° al 30 novembre, archiviata la stagione estiva nella bella spiaggia di velluto, Senigallia si prepara alla sfida di Opera tua con “Camerino della vittoria”, un’opera a stucco realizzata nel 1560 dal plasticatore urbinate Federico Brandani e custodita a palazzetto Baviera. Un viaggio ideale che percorre la storia dell’umanità, una mescolanza di temi sacri e profani, tra umano e divino, secondo la visione dell’uomo rinascimentale, legati da un complesso sistema di rimandi allegorici. Tra l’inizio e la fine della narrazione si inseriscono la mitologia con la sala delle fatiche di Ercole e l’epica con la sala di Troia.

Conclude il racconto, il così detto “camerino della vittoria” a ricordare la grandezza dell’età classica. A contendersi il voto per il restauro, c’è “La Vergine che dona il velo a Santa Maria dei Pazzi” olio su tela del 1736 proveniente dai musei civici di palazzo Buonaccorsi di Macerata . L’opera di Filippo Palazzetti si trovava originariamente nella chiesa di Santa Maria delle Vergini, considerato come uno dei casi più interessanti nelle Marche di cantieri artistici sacri tra XVI e XVII secolo. Rappresenta la santa carmelitana ricoperta dalla Vergine con candido velo: opera giovanile (l’autore aveva solo 25 anni quando la dipinse) risulta piena di brio e di buoni effetti chiaroscurali. Pur trattandosi di opere molto differenti nei materiali, per tutte e due l’intervento di recupero prevede il rilievo fotografico per la localizzazione delle zone maggiormente degradate, il consolidamento, la pulizia, un intervento pittorico per rendere omogenea la cromatura. Infine verrà applicato un filtro protettivo.

 

 

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