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Dalla paura alla memoria: a Bologna si racconta la Uno bianca

Quattro mostre, un archivio digitale aperto e una serie di incontri per restituire voce e memoria collettiva a uno dei capitoli più dolorosi della storia recente in Emilia-Romagna e nelle Marche.

Dal 13 novembre 2025 al 8 gennaio 2026

Gli anni della Uno Bianca furono un periodo di grande paura e angoscia che interessò soprattutto la città di Bologna e la Romagna, ma anche il nord delle Marche. Un susseguirsi di episodi di violenza cieca e irrazionale, finché la scoperta non rese tutto più assurdo: gli autori delle rapine e degli omicidi erano dei poliziotti.

La “banda della Uno bianca”, composta in gran parte da uomini delle forze dell’ordine, colpì per oltre sette anni, tra il 1987 e il 1994, lasciando dietro di sé 23 morti, 114 feriti e 102 azioni criminali. Fu la strage diffusa più lunga della storia repubblicana, che coinvolse direttamente anche la Coop. Diversi furono i negozi assaltati, e tre negozi tra Bologna e provincia e uno a Rimini furono teatro di alcuni degli omicidi e ferimenti, senza dimenticare i due carabinieri uccisi nei pressi del supermercato Coop di Castel Maggiore.

Oggi, a distanza di tre decenni, l’Associazione Vittime della Uno Bianca lancia il Progetto di Storia Pubblica Partecipata sulla Uno Bianca, con l’obiettivo di costruire un percorso collettivo di memoria. Quattro mostre e dieci incontri, con il sostegno dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, disegnano un grande archivio diffuso di voci, immagini e riflessioni, che dal 15 gennaio 2025 hanno trovato casa anche online su www.unobianca.it, il sito aperto alla raccolta di testimonianze di coloro che vogliono contribuire con immagini o ricordi personali legati ai crimini dei fratelli Savi e dei loro complici.

Tra le mostre, Coop Alleanza 3.0 ha scelto di sostenere “Uno Bianca – Memorie da una città ferita”, allestita dal 18 al 30 novembre nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio. Attraverso articoli, fotografie, interviste e documenti dell’epoca, l’esposizione restituisce il clima di paura e smarrimento di quegli anni, ma anche la risposta civile della città. L’allestimento è curato dalle studentesse e dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, con sonorizzazione di Paola Samoggia e videointerviste realizzate dal Master in Giornalismo dell’Università di Bologna.

Accanto a questa mostra, altre tre esposizioni integrano il percorso di memoria. Alla Biblioteca dell’Assemblea legislativa dal 13 novembre al 4 dicembre sarà allestita “Identikit: i volti della paura”, con i disegni di Giovanni Battista Rossi, autore degli identikit originali della banda. Dal 12 dicembre all’8 gennaio, il MAMbo ospiterà “Uno Bianca – Bianco e Nero”, che raccoglie gli scatti del fotoreporter Luciano Nadalini, testimone diretto di quegli anni e tra i più attenti cronisti visivi del clima di terrore e incredulità che attraversò la città. Nel 2026, infine, l’Archivio di Stato accoglierà “Documenti da un processo”, dedicata agli atti giudiziari e ai materiali d’indagine digitalizzati.

Un ampio programma di incontri accompagna le mostre. Il ciclo “Raccontare il crimine” si apre il 13 novembre all’Archivio di Stato con storici e archivisti, per proseguire il 20 novembre con “I giornalisti e la narrazione della Uno Bianca”, che riunisce Stefano Tura, Paola Cascella, Gianluca Di Feo, Massimiliano Mazzanti, Giampiero Moscato e Paolo Soglia. Il 4 dicembre, Carlo Lucarelli dialogherà con scrittori e autori su come la narrativa può raccontare il reale senza tradirlo. Appuntamenti teatrali e cinematografici completeranno un percorso per non dimenticare, e costruire conoscenza condivisa.

Il programma dettagliato e tutte le informazioni sul progetto sul sito unobianca.it.

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