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E!STATE LIBERI!

I campi di impegno e formazione di Libera

I soci, portavoce di legalità

Volontari per una settimana, ma portavoce di una cultura fondata sulla legalità e sul senso civico per il futuro. Questo è il senso del campo di formazione e impegno sui terreni confiscati alle mafie che Coop Alleanza 3.0 e Libera Terra  organizzano questa estate, per il settimo anno consecutivo: un’esperienza di cittadinanza attiva per 15 giovani soci della Cooperativa, tra i 18 e i 40 anni, che si svolgerà dal 29 luglio al 4 agosto a San Giuseppe Jato (Pa), in Sicilia, presso la Cooperativa sociale Placido Rizzotto - Libera Terra. Perché essere soci di Coop Alleanza 3.0 è anche un’opportunità di partecipazione al movimento per l’affermazione dei valori di legalità, verità e giustizia.


Al via i colloqui di selezione e valutazione

I giovani soci hanno potuto inviare le proprie candidature fino al 2 giugno: ora è il momento dei colloqui motivazionali di selezione e valutazione a cura dei comitati regionali di Libera, che si terranno tra il 10 e il 25 giugno 2019. Al termine dei colloqui verrà stilata una graduatoria che terrà conto non solo del punteggio ma anche dell'ordine di arrivo della domanda di partecipazione.


Storia del bene confiscato

La cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra nasce nel 2001, grazie all'impegno dell'associazione Libera di Don Luigi Ciotti ed inizia la coltivazione dei terreni confiscati a boss del calibro di Brusca e Riina, e, sin a quel momento lasciati in totale stato di abbandono. A oggi, gestisce più di 250 ettari di terre confiscate e sequestrate dove si producono uva, cereali, legumi, olive, pomodori e melone. Il metodo di coltivazione scelto sin dall’inizio è quello biologico e le produzioni sono tutte artigianali, al fine di garantire la bontà e la qualità dei prodotti che conservano il sapore antico della tradizione siciliana.

 

L'ESPERIENZA DEL 2018 PRESSO LA COOPERATIVA SOCIALE TERRE DI PUGLIA - LIBERA TERRA DI MESAGNE

"Parti per dare qualcosa, torni con un bagaglio più ricco di quello che portavi"

Entriamo in Campo!

Sveglia alle 5 del mattino (“sì ma non pesa”). C’è il pulmino che ti aspetta per accompagnarti a visitare i vigneti e i lavoratori della Cooperativa che ti insegnano a costruire un impianto di irrigazione per i carciofi. E dopo una mattinata di fatica, il pranzo è servito: ci scappa pure una tiella di riso, patate e cozze! I pomeriggi e le serate sono dedicate agli incontri. Testimonianze, come quella di Pinuccio Fazio, padre di Michele, vittima innocente delle mafie, o del magistrato Raffaele Casto. Ma anche visite a luoghi simbolo della rinascita come l’Ex Fadda di San Vito dei Normanni, o dibattiti sul caporalato, i giovani e il lavoro, affrontati insieme a sindacati ed enti locali. Ma non è tutto: vista la bellezza del luogo, un tuffo in mare non lo si nega a nessuno…e che mare quello della Riserva Naturale Statale di Torre Guaceto!

NE È VALSA LA PENA!

Parola di volontario

Francesco, 30 anni

“Se sei interessato a queste tematiche e ti vuoi spendere è sicuramente il miglior modo per farlo…Quelli come me, che vengo da Bologna, la mafia la percepiscono come qualcosa che non ti tange, è al sud, mentre durante il campo ho capito l’importanza di sentirci più come una comunità. Ho conosciuto tante persone, di età e regioni diverse, con cui potermi confrontare su certi temi che non affronti quotidianamente: questo ti permette di conoscerti meglio e scoprire lati di te che non sapevi di avere” 


Ilaria, 32 anni

“Ero partita con grandi aspettative, pensavo di andare lì per portare qualcosa e invece sono tornata con un bagaglio più grande di quello che avevo. Abbiamo aiutato nei campi, abbiamo toccato con mano la fatica, e quando mi hanno fatto notare che se fossimo stati sotto caporalato, avremmo guadagnato 5 euro per una giornata così (il costo di una birra media, per intenderci), ho capito che una bottiglia di pomodoro non può costare poco.” 


I tuoi documenti

Siamo quello che scegliamo

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