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Lombardia
OLIO SU LAVAGNA

Lavagne di Fetti

Palazzo Ducale

Mantova

Sei opere su lavagna di Domenico Fetti, il pittore prediletto del duca Ferdinando Gonzaga (1613-1614) e della sorella Lucrina Fetti (1589-1633).

Lombardia

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1 al 30 settembre

VOTI 61%

L'opera e il suo restauro

Grazie al contributo dei soci di Coop Alleanza 3.0, è in corso il restauro di questa opera d’arte.

Le fasi del restauro in sintesi

  • Indagini preliminari
  • Pulitura
  • Consolidamento
  • Ritocco pittorico
  • Applicazione del protettivo

Stato di avanzamento dei lavori
18/05/2020

Le ultime novità

News del 18/05/2020
Opera tua: il restauro delle Lavagne di Fetti

Finalmente si riparte! Oggi è una giornata speciale, perché siamo pronti a ricominciare, dopo la lunga pausa dovuta all'emergenza Coronavirus, il restauro delle splendide lavagne. Le opere riprendono colore e vivacità sotto le mani sapienti delle restauratrici Emanuela Scaravelli e Loredana Zoni.

News del 22/02/2020
Opera tua: il restauro delle Lavagne di Fetti

Pronti, partenza...via! Inizia il lavoro di restauro delle lavagne, con le indagini preliminari dello stato e dello strato pittorico.


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Dettagli opera

Storia dell'opera

Domenico Fetti (Roma 1591 ca. – Venezia 1623), celebre pittore del primo Seicento, fu il pittore preferito dal duca Ferdinando Gonzaga e si trasferì a Mantova al suo seguito nel 1614, portando con sé la famiglia, tra cui la sorella Lucrina Fetti (Roma 1589 ca. – doc. Mantova 1633), la quale si fece suora nel monastero di Sant’Orsola di Mantova. Proprio da questo complesso provengono le sei lavagne, che si trovavano murate nel refettorio e che furono musealizzate nel 1786, all’epoca delle soppressioni ecclesiastiche. Le opere potrebbero quindi essere le prime realizzate da Domenico Fetti nel giungere a Mantova – sono datate tra il 1613 e il 1614 – ma una di esse è stata riferita direttamente a Lucrina, anch’essa pittrice: avrebbe integrato una prima serie di cinque dipinti del fratello, dipingendo un Santo martire.

Le caratteristiche del restauro in sintesi

Le sei opere necessitano di una revisione estetica, con una verifica delle alterazioni cromatiche dei ritocchi antichi (l’ultimo restauro complessivo documentato risale al 1954). Presentano viraggi cromatici e cadute di colore reintegrabili. Le sei lavagne sono stabilmente esposte nel percorso espositivo; si ipotizza anche una diversa sistemazione museografica, con un’adeguata schermatura dagli UV dalla finestra della sala e a renderle pienamente fruibili, data anche la loro rarità: si tratta delle uniche opere su lavagna conosciute in ambito mantovano (e anche a ragione di ciò si è supposto che Fetti le abbia portate con sé da Roma, dove le avrebbe iniziate nel 1613).


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